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Rassegna Stampa CLU
Dal 18 marzo al 31 marzo 2008


Scelta di libertà

«La mia scelta», M. Allam, Corriere della Sera, 23.03.2008.
«Ieri sera mi sono convertito alla religione cristiana cattolica, rinunciando alla mia precedente fede islamica. Ha così finalmente visto la luce, per grazia divina, il frutto sano e maturo di una lunga gestazione vissuta nella sofferenza e nella gioia, tra la profonda e intima riflessione e la consapevole e manifesta esternazione. […] Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione. […] La Provvidenza mi ha fatto incontrare delle persone cattoliche praticanti di buona volontà che, in virtù della loro testimonianza e della loro amicizia, sono diventate man mano un punto di riferimento sul piano della certezza della verità e della solidità dei valori».

«Il battesimo è un atto di vita interiore», C. Magris, Corriere della Sera, 25.03.2008.
«Il Battesimo è un atto di vita interiore, non di spettacolarità mediatica né di logica politica; riceverlo da un Sommo Pontefice, “servo dei servi di Dio”, non è più valido che riceverlo da un sacerdote della chiesa del proprio quartiere».

«Il cristianesimo privato di Magris», Il Foglio, 26.03.2008.
«A Claudio Magris le modalità della conversione di Magdi Allam non sono piaciute affatto. […] Forse addirittura dovrebbe ammonire un certo Gesù Cristo, che si fece battezzare piuttosto platealmente da Giovanni Battista. Il battesimo, nonostante l’opinione teologica e liturgica avversa di Magris, non è un atto privato. E’, al contrario, la cerimonia pubblica con la quale si acquisisce il nome, il segno di un riconoscimento per tutta la comunità».

«La Pasqua politica», F. Colombo, L’Unità, 25.03.08
«Una delle tre grandi religioni monoteiste sceglie, al livello della sua massima rappresentanza, di essere conflittuale contro le altre. […] alla sensibilità religiosa degli islamici non viene dedicata alcuna attenzione».

«Per Magdi una gioia discreta che sa tremare», D. Rondoni, Avvenire, 25.03.2008.
«Il fatto di speranza del tuo battesimo vale innanzitutto per te, per Valentina e per tuo figlio, il piccolo grande Davide. Di questo siamo ammutoliti e contenti. Come una gioia discreta, che sa tremare. E vale anche per coloro che da Islamici si stanno convertendo al cristianesimo. Qui e in tutto il mondo. Vale per i cristiani che spesso somigliano ai tiepidi che Dio vomiterà dalla sua bocca, come dice nella Bibbia. E vale per tutti gli Uomini che vogliono prendere sul serio il proprio destino, e vedono un uomo farlo senza paura».

Commento
La notte di Pasqua, durante la veglia del Sabato Santo nella basilica di San Pietro in Roma, il vicedirettore del Corriere della Sera, Magdi Allam, ha ricevuto battesimo, cresima e comunione direttamente dalle mani del Santo Padre.
“Magdi Allam convertito in mondovisione” hanno titolato malignamente alcuni autorevoli quotidiani. Quasi che il suo battesimo fosse l’avvallo da parte della Chiesa della sua “crociata” personale, dunque un atto da tener segreto per non turbare gli animi dei musulmani e non incrinare il multiculturalismo nostrano. Non una parola sulla conversione di Magdi, e sul perché un noto giornalista, con due scorte al seguito per le continue minacce, esponga in modo ancora più grave se stesso e la sua famiglia al rischio di una morte violenta per il reato di apostasia.
Quello che è successo è qualcosa di semplice e profondo al tempo stesso. È l’esperienza di chi, attraverso una serie di incontri con persone in carne ed ossa, ha riconosciuto l’unica cosa capace di rispondere alla sua inquietudine d’uomo, alle esigenze e alle attese della sua ragione e del suo cuore. Ed è proprio questa la notizia, come egli stesso ha documentato nella sua lunga lettera al Corriere della Sera. La fede cristiana parte da un Fatto reale, visibile e vivibile, che sollecita e soddisfa la ragione. Questo, per Magdi, vale più di qualunque fatwa, anche di quella di Claudio Magris.
Ma non c’è solo la testimonianza di Magdi. C’è anche quella di Benedetto XVI, suo autorevole compagno di cammino, che ha accettato di battezzarlo assumendosi tutti i rischi del caso. Con questo gesto il Papa ha testimoniato, non solo ai cristiani, che non bisogna aver paura e che il dialogo con l’altro non può essere fondato sull’occultamento di ciò che abbiamo di più caro.
Quello che è accaduto, prima e più che un fatto mediatico, dai risvolti culturali e politici, è un segno che Cristo opera e interroga la vita degli uomini oggi, a cominciare dalla nostra.

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